Il primo giugno 2016, il mondo ha assistito a una nascita straordinaria. Non si trattava di un bambino, ma di un gigante di roccia e tecnologia: la Galleria di base del San Gottardo (anche GBT o GbG). Oggi, a dieci anni di distanza da quel giorno, è naturale guardare a questa opera ingegneristica con la stessa tenerezza e meraviglia con cui si osserva un bambino che taglia il traguardo della doppia cifra.
Dieci anni. Un decennio che, per un essere umano, segna il passaggio dall’infanzia alla pre-adolescenza.
I primi passi: l’entusiasmo dell’infanzia (2016-2018)#
Come ogni bambino che impara a camminare, anche il tunnel ha dovuto affrontare la fase dell’apprendimento nel suo ambiente. Inaugurato in un clima di festa globale, i primi due anni sono stati quelli del “primo anno di scuola”. Dopo il lungo periodo di gestazione – i quasi vent’anni di scavi – il tunnel ha finalmente iniziato a respirare. I treni sfrecciavano, i macchinisti imparavano a conoscere ogni centimetro di quel tracciato unico al mondo, e i passeggeri provavano l’emozione di attraversare le Alpi in un battito di ciglia. Era un bambino vivace, pronto a stupire e orgoglioso di poter finalmente correre.
La scoperta del mondo: l’età scolare (2019-2022)#
Crescendo, il San Gottardo ha iniziato a capire il suo ruolo nel mondo. Non era più solo una curiosità ingegneristica, ma era diventato parte integrante della vita quotidiana di migliaia di persone. Come un ragazzino che inizia a capire la responsabilità, il tunnel ha consolidato la sua routine. Ha imparato a gestire i flussi, a regolare il ritmo dei viaggi, a collegare il nord e il sud dell’Europa con una puntualità quasi maniacale. In questa fase, ha costruito la sua reputazione: solido, affidabile, fondamentale. È stato il tempo in cui si è integrato perfettamente nel tessuto sociale ed economico del continente.
Imparare dalle sfide: l’adolescenza (2023-2026)#
Arriviamo agli ultimi anni, quelli che corrispondono all’adolescenza. E come ogni pre-adolescente, anche il nostro tunnel ha dovuto fare i conti con la realtà e con qualche “dolore della crescita”. Ci sono stati imprevisti, manutenzioni straordinarie e sfide tecniche – come il deragliamento del 2023 – che hanno messo a dura prova la sua resilienza. In quei momenti, il tunnel ha dovuto “maturare” in fretta, dimostrando di saper affrontare le avversità e tornare più forte di prima. È stata la fase in cui ha capito che, anche se sei grande e potente, devi prenderti cura di te stesso e accettare il tempo necessario per guarire e perfezionarti.
Un legame che nasce da lontano#
Guardarlo crescere è stato per me un privilegio indescrivibile. Conservo ancora nitido il ricordo degli anni della sua “gestazione”, quando quest’opera era solo un progetto ambizioso, una sfida titanica che prendeva forma sotto i miei occhi. Esserne stato testimone, e aver poi condiviso questi dieci anni di vita fianco a fianco con colleghi che sono diventati veri e propri compagni di viaggio, è un’emozione che va oltre il semplice dovere professionale. Abbiamo visto questo “bambino” compiere i primi passi, superare i momenti di fragilità e trasformarsi in ciò che è oggi. È stata una sorta di paternità collettiva, in cui ogni imprevisto risolto e ogni traguardo raggiunto hanno cementato tra noi un legame speciale, fatto della stessa tenacia e della stessa passione che questo gigante richiede ogni giorno.
Il traguardo dei 10 anni: un giovane promettente#
Oggi, 1 giugno 2026, il San Gottardo compie dieci anni. Guardandolo dall’esterno, appare come un giovane che ha già vissuto tanto, ma che ha davanti a sé un futuro radioso. Non è più “piccolo”, ma non è nemmeno arrivato. È in una fase di equilibrio perfetto tra la maturità acquisita e l’energia necessaria per affrontare i decenni a venire.
Ha accorciato le distanze, ha unito culture, ha sfidato la natura e ha vinto. Buon compleanno, gigante di traforo. Che i prossimi dieci anni siano altrettanto ricchi di avventure, di scoperte e di viaggi indimenticabili.



