Home page di Mauro Frigerio

In ogni telefilm c’è sempre la puntata con il flash back che riporta i protagonisti in dietro nel tempo, ed è così anche per questo scritto. Siamo in volo sopra l’oceano atlantico in direzione di Zurigo e la maggior parte dei passeggeri è immersa nel sonno, tranne uno che sta scrivendo. I protagonisti della nostra serie televisiva sono alcuni membri del Curling Club Chiasso e del Curling Club Wädenswil-Zimmerberg e le scene sono girate in Canada per il viaggio organizzato da Manuel Noseda in occasione del 50mo dei due club.

Parte il flash back e ci ritroviamo a pochi chilometri dall’aeroporto di Zurigo il 1° di marzo 2018, un incidente e la neve (mica tanta) caduta in occasione dell’estrema puntualità di Andrea Lenzin hanno ritardato l’arrivo di alcuni membri della comitiva (tra cui il capo gita). Fortunatamente nello stesso ingorgo è bloccato anche l’equipaggio del nostro aereo, permettendo a tutti i nostri di prendere l'aereo in direzione di Toronto.

Quando qualcuno scopre che gioco a curling, le domande che mi fa sono sempre le stesse. Sempre, è matematico. Se ci fosse qualche antropologo là fuori che vuole approfondire il fenomeno, si accomodi pure…

“No dai, che figata! Pazzesco, giochi a curling!… Ma che è?”
Per farla breve, il curling è come le bocce, ma sul ghiaccio. L’obiettivo è quello di mettere quante più stone (pietre, dai che questa era facile) possibile vicino al centro della house (il bersaglio dall’altra parte del campo). E detto così sembra tutto molto facile, uno sport che qualunque ubriaco può praticare. Se non fosse che il campo è lungo 45 metri, i sassi pesano quasi 20 chili, come gioco di strategia è paragonabile agli scacchi e il ghiaccio è sempre tuo nemico.

“Tu lanci i sassi o spazzi con la scopa?”
Tutti fanno tutto. La squadra è composta da quattro persone, ciascuna delle quali con una bassissima considerazione di sé e del proprio tempo e con ruoli specifici. Ognuno lancia due sassi e poi va ad aiutare a ‘spazzare’.

“Non sembra molto faticoso…”
Lo è, ma (di nuovo) dipende dal ruolo e dall’intensità che uno ci mette, tanto che alcuni atleti russi sono stati beccati dall’antidoping alle Olimpiadi. Anche se mi rendo conto che il doping non è decisamente il migliore attestato di difficoltà che questo fantastico sport meriti. O la migliore pubblicità…

“Sì ma è noioso. Non si capisce niente.”
Qualunque sport è noioso se non si conoscono le regole più elementari, nessuno escluso. Ci sono partite di calcio (o di basket, o di football americano, o golf) che farebbero addormentare anche il più grande degli appassionati. Dipende dalla partita, dai giocatori coinvolti, dall’entusiasmo del pubblico, dalla posta in palio.

“Vabbè ma sarete quattro cretini a giocarci.”
Sì, è vero. Purtroppo qui in Italia il movimento del curling è relegato al nord, a pochi impianti distribuiti tra Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige. Questo però non è per forza uno svantaggio: tutti si conoscono, o tutti hanno sentito parlare delle altre squadre, e, alle giuste condizioni, tutti possono giocare contro tutti. Qualche anno fa i ragazzi della Nazionale Italiana erano venuti a Torino per partecipare ad un torneo e ho avuto il piacere di giocarci contro.

“E com’è finita?”
Lascia perdere… Prossima domanda?

“È così conosciuto a livello internazionale?”
Dipende dai Paesi. In Scandinavia è LO sport per eccellenza, in Canada è il secondo sport nazionale dopo l’hockey, in Svizzera si contano più giocatori nella sola Luzern che in tutta Italia. In Russia… lasciamo perdere di nuovo.

“E l’Italia è forte?”
Facendo un paragone con il calcio, l’Italia maschile è la 14° nazione al mondo, stando al ranking della World Curling Federation, esattamente come siamo 14° nel ranking FIFA. La differenza è che il curling va alle Olimpiadi (qualificazione storica), mentre la Nazionale di Calcio non va ai mondiali (ne abbiamo già parlato). Sicuramente per essere uno sport con così poco seguito a livello nazionale avere una squadra che gioca alle Olimpiadi è motivo di orgoglio e prestigio (daje ragazzi).

E arrivati a questo punto della conversazione di solito le domande finiscono e si finisce a parlare di altre amenità.

L’industria del cinema continua a produrre cinepanettoni o film del calibro di “50 sfumature di”. Per quale motivo? Evidentemente c’è qualcuno (molta gente, stando ai dati del botteghino) che apertamente calunnia e discredita questi film per poi, camuffati con impermeabile lungo, baffi finti e parrucca, affollare le sale dei cinema. Lo stesso discorso si può fare con il curling. Perché il curling è uno sport olimpico, quando molta gente non lo ritiene nemmeno uno sport? E per quale motivo è uno degli sport più seguiti e apprezzati, quando è solo “bocce sul ghiaccio”?
Perché il curling è uno sport divertente sia da guardare che da praticare, sebbene molti non lo ammetteranno mai neanche sotto tortura. Perché il suono di una bocciata perfetta è da orgasmo auditivo. Perché se dici ai tuoi amici che hai scopato per tre ore sei un eroe (scusate, battuta volgarotta da curler). Perché è uno dei pochi sport in cui esiste e viene rispettato il terzo tempo (la squadra che vince di solito paga da bere all’altra), dove la convivialità la fa da padrone. Perché è impossibile prendersi sul serio, già solo per il fatto di giocarci.

Se qualcuno di voi avesse altre domande, fosse interessato a provare (a gratis, si intende), a spendere ben due ore di un proprio giovedì sera per capire come funziona questo meraviglioso e bistrattato sport, non esitate a scrivermi.

 

Luca Negro

Sorgente: https://thepasswordunito.com/2018/02/20/il-curling-e-lunico-sport-di-cui-abbiamo-bisogno/

Licenza: CC BY-NC-ND 4.0

 

 

This is my second version of the curling training stopwatch. The major improvements in comparison to the older version are: better power management, stable software and new control function.

The new system has two photocells, where the master of the system is the stop one. The start photocell is a slave, like the other module. There are two ways to show the information from the system: first one with a smartphone connected via Bluetooth to the Stop photocell. The second one is a dedicated slave module (like the Start photocell) where the communication between modules is made with a nRF24l01 (I use the version with pa+lna). In my redesign I only updated the software of my old display module but I didn’t do any other change because I chose to develop a better Android app to show the information.

 

Communication between photocells

The first version of my code used the TMRh20 RF24 library for Arduino. That was OK but the communication between more than 2 elements is more complicated. So I decided to use on top of this library another library to simplify the read and write between elements. The second library is the RF24G, it manages and simplifies the communication between up to 6 nodes. Now you don’t need to open/close the pipes before writing/reading.

scritto per www.curlingclubchiasso.ch

Grandi festeggiamenti sabato 25 marzo alla pista del ghiaccio di Chiasso. Due società del comune hanno celebrato assieme il 50mo anno di sport a Chiasso. Il Curling Club Chiasso e il Club Pattinaggio Chiasso hanno dedicato una giornata a spegnere le candeline. Prima parte di giornata dedicata al curling con un torneo che ha visto 10 squadre sfidarsi in tre partite da 6 end. Tra i partecipanti alcuni giovani membri della società al loro primo anno d'esperienza. Ospiti anche delle squadre di Lugano ed Ascona che hanno raggiunto Chiasso carichi di Spirit of Curling (principi fondamentali per questo sport).

Una volta si toglievano le vecchie bobine dagli scatoloni per riguardare i filmati di una volta e pensare quanto tempo è passato. Adesso è un po' difficile farlo perché con l'era digitale difficilmente si mettono dischi rigidi negli scatoloni. Ogni tanto però i file possono essere riguardati ed è quello che mi è capitato. Così vi propongo alcuni vecchi video che ho ritrovato.

Buona visione! Non dimenticate di preparare prima i pop corn.

Mi sono ritrovato in una situazione particolare, il mio GPS per il Geocaching non riusciva più ad avvarsi e restava bloccato nel caricare i dati. Quindi ho provato a cercare in lungo e in largo su Google come fare il factor reset del Garmin etrex touch 35. Ma tutti i risultati riportavano la procedura software quando il menu è raggiungibile. Nel mio caso questa procedura è assolutamente inutile, perché il menu non si carica. Ho provato anche ad aggiornare il software con Garmin Express, ma dopo più di un'ora di aggiornamento nessun cambiamento.

Dopo una live chat (in inglese) con l'assistenza della Garmin sono riuscito a ripristinare il tutto. Come? Con un factory reset un po' nascosto e che descrivo qui sotto. Così se mi servirà in futuro so come fare.

Pubblico regolarmente dei video sul mio sito e ho installato un plugin per integrare velocemente un player negli articoli di Joomla. Il plugin si chiama AllVideos e integra il famoso jw player. Il grosso problema della versione del plugin scaricata dal sito dello sviluppatore, è che contiene una vecchia versione del player e questa versione causa spesso problemi con la visualizzazione. In particolare su schermi molto piccoli appare il logo di JW player che occupa quasi tutta la finestra del video e quando si prova a far partire il video si apre un altro sito internet.

Il metodo che ho usato per sistemare questo problema è quello semplice di aggiornare la versione di jw player, così automaticamente sparisce anche il logo dalla schermata del video. Come fare? Prima di tutto ci si deve registrare (gratuita). Quando si è completata la registrazione basta andare nel dashboard e aprire la pagina Player > Tools. Nella parte bassa della pagina appare un riquadro download, scaricare "JW Player (Self-Hosted)" e marcarsi la chiave di licenza.

Lunedì 13 febbraio è andata in onda la sfida tra il CCC e la trasmissione televisiva #celapossofare, programma della RSI che va in onda tutti i lunedì alle 20:10 su RSI LA 2. I due presentatori hanno sfidato Stefania e Mauro, quest'ultimo ideatore del challenge.

Dopo una breve introduzione ai fondamenti del curling (slide, sweeping) è iniziata la sfida vera e propria, oltre a quella di stare in piedi sul ghiaccio. La gara prevedeva una prova tra due squadre da due giocatori che si affrontavano in una mini partita da un solo end e due sassi per giocatore. L'hammer è stato concesso agli ospiti e quindi non si è fatto nessun lancio della moneta. Il team del CCC era rappresentato da Stefania e Mauro, mentre quello della RSI era formato da Caterina Righenzi e Edy Pedrini, i due presentatori della trasmissione.

Molte persone mi credono un grande sportivo, ma io in realtà non lo sono mai stato e questo i miei genitori lo possono confermare. Da giovane ho praticato quasi tutti gli sport praticabili a Vacallo e dintorni. La mia prima esperienza dopo le biglie è stata con il basket, praticato da quasi la totalità dei miei vicini. Carriera durata pochissimi anni, visto che lo sgomitare contro l’avversario per accaparrasi la palla non era di sicuro il mio punto di forza.

Passato alla sezione atletica della SAV ho messo in evidenza più che altro l’aspetto creativo, quando il monitore ci dava il via libera per tirare fuori il materiale dal magazzino della palestra per creare un percorso da eseguire in seguito. Durante le gare invece le sentivo dai miei (se venivano a vedermi), “ma perché ti sei fatto superare da quello svizzero tedesco?” e dopo aver ricuperato il fiato ho dovuto spiegare che l’altro aveva tagliato strada.

Ma il meglio di me l’ho dato durante una corsa campestre, aneddoto sempre rievocato in famiglia quando si parla della mia carriera sportiva. Il mio allenatore mi aveva detto che appena dopo la partenza alla prima curva si doveva sgomitare un po’ per non restare imbottigliato alla fine del gruppo. Naturalmente il consiglio non è stato seguito e quindi dopo pochi secondi di gara il mio rango alla fine della corsa era abbastanza chiaro, almeno per la parte di classifica occupata. Il meglio della storia però arriva a fine gara, quando ho parlato un po’ troppo e ho detto ai miei (dopo alcuni chilometri di corsa): “non sono neanche stanco, potrei correre un altro giro”. La scena dei cartoni animati dove uno è rincorso da un altro non c’è stata, ma mio papà se poteva mi sotterrava lì.

Weekend impressionante quello appena passato. Sabato giornata tremenda con acqua a più non posso e solo alcune schiarite verso sera. Mentre domenica giornata di sole senza neanche una nuvola e dopo un risveglio un po' umido e fresco la giornata si é scaldata come le castagne nelle padelle. Il 16 ottobre si è tenuta la sagra della castagna a Vacallo. Questo non é un appuntamento fisso annuale per Vacallo, perché questa manifestazione migra di anno in anno per i vari paesi della valle. Infatti l'ultima edizione a vacallo si é tenuta nel 2006.

Quest'anno ho potuto girare per la festa con la mia macchina fotografica e la gopro a fare qualche foto e video. In questo video ho raccolto alcuni momenti della giornata. Buona visione.

Molti anni fa mentre eravamo un giro in montagna con degli amici sulla Greina, abbiamo scoperto uno strano gioco di scatole nascoste. Poi non ho più approfondito la cosa fino a quest'anno, quando ho deciso di provare a installare l'applicazione sul mio telefono. Ma cosa ho installato? Si chiama Geocaching ed è una caccia al tesoro mondiale che sfrutta il GPS. Si può usare l'app sul telefono, oppure utilizzando un apparecchio GPS. Con questi mezzi si cercano vari tipi di tesori sparsi per tutto il mondo.

I tesori da cercare sono di differenti tipi, i traditional sono delle scatole nascoste alle coordinate indicate. All'interno della scatola si può trovare un libretto o foglio (logbook) da firmare per confermare l'effettivo ritrovamento. Fino a qui sembra tutto molto semplice, però in realtà non lo é perché le "scatole" da cercare possono essere grandi come dei tappi di bottiglia. Aggiunto al fatto che la precisione dei telefonini o dei GPS varia da 3 a 12 metri (di raggio), quindi una volta individuata la zona con le coordinate si deve mollare il telefono e far partire la testa per trovare l'obbiettivo. Alcuni indizi nella descrizione fornita devo essere a volto decriptati e compresi per velocizzare il ritrovamento.

Giornata di ricordi e di sport a Sportissima 2016. Ricordi perché 5 anni fa ho scoperto (in Ticino) il curling e mi sono appassionato a questo sport. È stato bello far provare a tante persone le sensazioni strane che si provano a scivolare sul ghiaccio. Naturalmente le cadute non sono mancate, ma i blu fanno parte delle prime esperienze. Ho voluto filmare anche quest'anno chi si é messo a disposizione e chi ha provato. Quindi non mi resta che augurarvi buona visione.

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